Camillo Donati

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BARBERA

Il vitigno è Barbera, e mi sembra inutile, considerato la fama che l’accompagna in tutto il mondo, soffermarsi sulla sua storia. Solo un cenno, per sfatare alcune credenze che vogliono il barbera come un vitigno non adatto alle nostre colline e ritengono in oltre che qui, sui nostri colli ce lo siamo inventato noi viticoltori negli ultimi anni. Molti purtroppo ignorano la storia della viticoltura delle nostre zone: prima dell’avvento della fillossera (fine ‘800 inizio ’900) le colline attorno Torrechiara, Arola, Barbiano... erano tappezzate da vigneti
per lo più di Barbera, Malvasia Aromatica di Candia e Moscato giallo. Dopo la fillossera, che ha letteralmente devastato i vigneti, i grandi proprietari terrieri (conti, marchesi) hanno orientato l’agricoltura verso l’ allevamento bovino per la produzione di Parmigiano anche in collina, ritenendola meno rischiosa.
Dunque già sapevamo che impiantare il vitigno barbera sui nostri colli avrebbe sicuramente dato ottimi risultati. Infatti, secondo me, lo si può considerare l'espressione massima del nostro territorio come vino da uve a bacca rossa!Struttura notevole, di grande corpo, profumo immenso tipico del vitigno, con gradazioni elevate (14%vol. - 15%vol.). Proprio per questi motivi è consigliabile iniziare a berlo trascorso almeno un anno dalla vendemmia. Con il passare del tempo migliora sempre di più sprigionando profumi e sapori secondari e terziari indescrivibili; ed è in grado di sopportare anche un lungo invecchiamento.

Abbinamenti:
primi piatti con carne, funghi ecc., secondi importanti di carni rosse, selvaggina ed anche formaggi stagionati, erborinati ecc. Il connubbio più “esplosivo” con i formaggi, è sicuramente con grandi Parmigiano-Reggiano stravecchi.

Temperatura di servizio consigliata:
circa 18°

Bicchiere consigliato:
ballon